GONZO REPORTS # 3

08102013793The Appleseed Cast @ Sidro Club – 7/10/13

Jay

Chi pensa che “Adventure Time” sia supercool ma un po’ surreale, oppure supercool perché un po’ surreale, dovrebbe fare un duro esame di coscienza chiedendosi se per caso non sia la sua vitaccia ad essere più ripetitiva e monotona del percorso della lancetta dei secondi nel quadrante dell’orologio che porta al polso (e, segnatamente, chi come me ha al polso un orologio digitale, o chi come Flavor Flav l’orologio lo porta al collo, non dovrebbe ritenersi esente da tale incombenza, mentre a chi non porta l’orologio non assegno altro incarico se non quello di gingillarsi con il mio più rancoroso disprezzo).

A mio figlio Jay jr ed al sottoscritto Jay sr capita spesso di rincasare la sera, centrifugati, ammorbiditi e strizzati per bene da quella lavatrice di impegni che la nostra PSB, Principessa dello Spazio Bitorzolo, carica e programma per noi la mattina, prima di assentarsi per il resto della giornata.

Così ieri, quando ci siamo chiusi la porta di casa alle spalle, Jay jr ed io, novelli Finn e Jake, avevamo già salvato la Principessa Gelatina dal vortice della Nave Fantasma; eliminato il Drago Sputafuoco; presenziato alla Festa Bitorzola di PSB, dalla quale PSB stessa, all’ultimo, in preda ad una crisi d’identità, si è chiamata fuori; dato una mano a Maggiormenta, il maggiordomo del castello di Gommarosa, alle prese con un incidente in cui era coinvolto un goblin; salvato la Principessa Lampone dal Re Ghiaccio; catturato alcuni banditi; salvato una casa da un’eruzione vulcanica; pranzato con un’oca; e benché fossero già le 20:03, c’era ancora da mettere in tavola la cena.

Dopodiché, avremmo dovuto accogliere degnamente la PSB, al ritorno dal Lavoro Bitorzolo, soggiacere benevoli al suo puntuale interrogatorio, volto ad agevolare l’apposizione dei segni di spunta nella checklist mentale della PSB stessa, riferita al corretto espletamento dei compiti assegnateci dalla PSB medesima per la giornataccia, e pericolosamente affacciata, e a tratti strapiombante, sull’Orrido del Senso di Colpa da Tripla M (MadreMoglieManager) della sempre suddetta ed emerita PSB, al cui cospetto (dell’orrido, caro lettore, non della PSB) il canyon che dalla testata del letto – posta a Page, AZ – ai piedi del talamo – sito a Boulder City, NV – ospita i sonni agitati di quel ragazzaccio del fiume Colorado non è degno del nome che porta.

Infine, ci saremmo accomiatati complici, e il Jay anagraficamente sr, una volta agevolato l’approdo del Jay ontologicamente jr tra le braccia di Orfeo (che, cari i miei sapientini, NON È un personaggio di “Adventure Time”), avrebbe dovuto recarsi al Sidro Club, quello con le procedure d’accesso leggermente più complicate del sito del Minutemen II di Wall, SD (vedi GR #2).

Capirete ora che la mia forza di volontà, annodata in fondo al filo della collana di avventure di cui ho appena dato conto, vacillasse ondivaga sotto l’immane gravitazione terrestre che sembrava avere piazzato un enorme magnete proprio in corrispondenza del mio letto, ma poi, ad un passo dal forfait, una vocina dal mio cinico animo emo/post mi ha sussurrato: «E dai, su, fai Il Coglione™, resta a casa con la PSB a guardare la TV divorando dolcetti, d’altronde sono solo 15 anni che aspetti di vedere gli Appleseed Cast in concerto, e se questi dovessero aspettare altri 15 anni prima di tornare, saresti costretto ad implorare Jay jr di tenerti un posto in macchina per la serata, a scapito di qualche amichetto/a supasupakool e dei tuoi compari che ti aspettano con le bocce in mano al centro anziani!»

Così, mi sono fatto forza e sono sfuggito al Campo Magnetico Casalingo (CMC).

08102013794Reports from the edges of the stage & beyond

Fortuna che il concerto è stato a dir poco finntastico.

Le procedure d’accesso sono state meno farraginose del giorno precedente, forse per merito dell’assenza della CSBA (Cortese Signora Bionda Astigmatica, n.d.r. – vedi GR #2), fieramente sostituita, sulla soglia del fatidico varco tra il bar e la sala concerti, da un Giovane Cerbero dai Modi Affabili (GCMA), e perfino il secondo gruppo di supporto ha dato un senso alla triste-esistenza-per-il-resto-senza-senso dei gruppi di supporto – costretti spesso a suonare set, peraltro pregevolissimi come nel caso di questi JUNE MILLER di Massa Carrara, nella pressoché totale indifferenza di Chi È Venuto Lì Per Quelli Che Suonano Dopo Di Te – quando il chitarrista ha prestato la sua chitarra a Chris Crisci che aveva appena assistito all’improvvisa dipartita della sua fender jaguar nel bel bezzo del live.

Gli AC, disimpegnati e alla mano, hanno spaccato, regalando un concerto monstre, che ha ripercorso i lavori della loro lunga carriera, invitando anche un tizio in platea a salire sul palco e suonare il basso con loro nel bel mezzo di un’esecuzione peraltro entusiasmante, privilegiando i brani del mitico doppio “Low Level Owl” e infilando quasi in chiusura una “Fishing the Sky” da far accapponare la pelle (da “Mare Vitalis”, anno di grazia 1999, cioè quando il 94% dei paganti si scambiava ancora le figurine di Yu-Gi-Oh).

Se i concerti fossero tutti godibili almeno la metà di questo, sarebbe una bazzecola sfuggire al Campo Magnetico Casalingo per assistervi.

08102013808

Mi serve solo un istante ancora per assicurarmi che il mio più cordiale e sentito plauso vada a quell’eroe di strada che, all’una e trenta di notte, si è fatto tutta la SS9 da Savignano allo svincolo della nuova fiera di Rimini, quattro metri dietro a me, con gli abbaglianti accesi: sei un grande, ragazzo, ti porto ancora stampato sulle retine! Se puoi, scrivimi solo un commento sul blog per ragguagliarmi sulle ultime novità nel campo dei coadiuvanti psichici di cui fai certamente uso, perché sono un vecchio e sono rimasto al palo…

Poi, finalmente rientrato sotto l’influsso del CMC, sono andato a dormire proprio a fianco della PSB, che quando dorme sorride, perché sogna di essere una sola M, sia pur solo Moglie o meglio ancora solo Mamma o anche solo Manager, ma una strana sensazione mi ha impedito di prendere sonno: dalla collina di fronte a casa uno stravagante cavallo mi stava fissando. Allora ho cercato di ignorarlo, tirando la tenda sulla finestra, ma proprio in quell’istante è sorta la luna a proiettare l’ombra del cavallo sulla parete. Infastidito dalla situazione, ho svegliato Jay jr e siamo usciti a cercare di convincere il cavallo a spostarsi.

Non era un cavallo, ma un gonfiabile, in cui il Re Ghiaccio si nascondeva al solo scopo di spiarci, per capire come si fa a diventare felici, poiché è sempre triste e solo: non so se l’ha scoperto, visto che ormai sfiniti ci siamo assopiti appoggiati a lui.

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